mercoledì 30 settembre 2009

Per non dimenticare Anna Politkovskaja










Per non dimenticare

sabato 29 agosto 2009

Videocracy: la democrazia in Italia


L'articolo di Repubblica dice già tutto...

http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/rai-videocracy/rai-videocracy/rai-videocracy.html

credo che sarà un film molto interessante da vedere e da far vedere.

Il trailer è davvero micidiale!

lunedì 11 maggio 2009

Intervista a Beatrice Borromeo

La verità è sempre cristallina, tanto quanto una mente razionale incorrotta e lucida.



Leggete anche questo articolo del Corriere del 9 Maggio

mercoledì 18 febbraio 2009

David Mills (avvocato Fininvest) condannato (in primo grado) per corruzione!

Corrotto da chi? Ma da Mr B. ... e chi sarà mai Mr. B?

Ricordo a tutti che Berlusconi si è salvato da questo processo grazie alla legge immunizzante dell'incostituzionale Lodo Alfano...

Faccio solo una piccola riflessione ... se il governo Prodi fosse durato un altro annetto probabilmente il piccolo grande sogno di vedere un Berlusconi condannato si sarebbe avverato.

Grazie ancora Mastella, da ieri Silvio ti è ancora più riconoscente!


Referenze

Corriere.it Milano, «David Mills fu corrotto» Condannato a 4 anni e 6 mesi

Repubblica.it "Mill fu corrotto dalla Fininvest" al legale inglese 4 anni e 6 mesi

New York Times : Italy Finds Lawyer Guilty of Taking a Bribe in Exchange for Protecting the Premier

venerdì 7 novembre 2008

"Obama bello, giovane e abbrozato" by Silvio

Questa è una gaffe che al momento in cui scrivo ancora non si è esaurita.
E' composta di tre parti che potrei definire come "la cazzata", "la coglionata" e "la cagata".

Parte prima "la cazzata".
Barack Obama è "bello, giovane e abbronzato» e quindi «ha tutto per andare d'accordo» con il presidente russo Dmitri Medvedev ieri 6 novembre 2008.
Questa è stata la battuta (???) del nostro amatissimo Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi che l'ha pronunciata alla conferenza stampa di Mosca.
Credo difficilmente si potrebbe pensare che questa sia una bella mossa, è una cazzata ed anche bella grossa perché detta da un Capo di Stato che dovebbe quantomeno riflettere due volte prima di fare battute del genere.

In Italia la PDL fa quadrato intorno al loro amato Presidente (quasi) tutti a difenderlo, segno ormai che a destra ragionano tutti allo stesso modo (ma che bello!) e di più si divertono con le stesse battute. Quei soliti antipatici dei dipietristi e quelli della quasi-opposizione PD hanno mostrato indignazione per le parole di Silvio bello. Ma questo a Mister B non è piaciuto e nella sera dello stesso giorno ha rincarato la dose. Ed arriviamo cosi alla "Coglionata"

Copio dall'articolo del corriere della sera

«GLI IMBECILLI» - Più tardi, Berlusconi è tornato sulle sue dichiarazioni: «Veramente c'è qualcuno che pensa che non sia stata una carineria?». «Se scendono in campo gli imbecilli - ha aggiunto - siamo fregati. Dio ci salvi dagli imbecilli.Come si fa a prendere un grande complimento come una cosa negativa? Ma che vadano a...». Anche il ministro Roberto Calderoli (che nel 2006, durante la trasmissione "Matrix", definì «signora abbronzata» la giornalista Rula Jebreal) difende il premier: « È stata una battuta, detta lì per scherzo. Non avrà alcune conseguenza. Tra l'altro, a Obama abbronzato io preferisco la Rula!». Ancor più duro il commento filtrato a tarda serata: «Perché c'è qualcuno che ha obiettato? Uno può sempre prendere la laurea del coglione quando vuole. Se uno vuole prendere una laurea pubblica ogni occasione è buona. Io - ha concluso il premier - mi sono veramente rotto e dico quello che penso».

Che dire? WOW! Come al solito il problema è sempre degli altri che non capiscono le cose, non apprezzano le battute e sono fondamentalmente infelici in quanto comunisti no??

In poche ore la notizia del Presidente Clown ha il giro del mondo e probabilmente gli americani si indignano (come pure una parte degli Italiani) e tutti gli altri cittadini del mondo se la ridono.
Da segnalare il bel gesto di migliaia di Italiani che sul blog del New York Times dove veniva riportata la notiza hanno mostrato di dissociarsi dalle parole di Silvio.

A questo punto si potrebbe pensare che la cosa possa andare in archivio magari con le scuse ufficiali di Berlusconi ad Obama ma invece ...

La polemica si riaccende oggi a causa di un reporter americano.
Copio ancora da un articolo web del corriere

Nel corso della conferenza stampa del vertice Ue, un giornalista dell'agenzia di stampa americana Bloomberg ha domandato al capo del governo italiano perché non chiedesse scusa al presidente eletto, Barack Obama per le dichiarazioni fatte da Mosca. «Anche tu - ha risposto il premier - vedo che ti sei messo nella lista di quelli che ho detto ieri». Berlusconi aveva chiamato «imbecilli» i fautori della polemica. Ma «è una cosa offensiva», ha replicato il giornalista. «Per favore... per favore», ha risposto Berlusconi, cominciando a uscire dalla conferenza stampa, ormai alla fine. «Ma non dovrebbe forse chiedere scusa?», ha incalzato il giornalista. «Per favore... - ha replicato ancora il premier - ma chiedi scusa tu all'Italia». E poi, andando via, «non c'è più il senso del ridicolo», ha concluso.

Che dire?
Se fosse un comico non mi farebbe ridere ma neanche farebbe grossi danni
Se fosse un buon politico non farebbe di queste cose,
Se la maggioranza degli italiani non l'avesse votato .... ci avremmo fatto una più bella figura ieri, oggi e sono sicuro anche domani.

PS
Pare che Obama abbia chiamato al telefono i principali capi di stato esteri, tutti eccetto Putin, Zapatero e Berlusconi!

mercoledì 5 novembre 2008

Assa fà 'a Maronn!


Assa fa 'a Maronn è un'epressione napoletana che si potrebbe tradurre con "grazie al Cielo".
Infatti grazie al Cielo da oggi con Barack Obama si cambia negli USA dopo 8 anni di potere repubblicano, si cambia perché per la prima volta un uomo di colore è diventato l'uomo più potente del mondo, si cambia perché - come ha detto Maurizio Crozza ieri sera a Ballarò - è finalmente il Kenya ad esportare la democrazia in America, si cambia perché Bush se ne va a casa e credo proprio che non sarà rimpianto da nessuno e che mai nessuno lo definirà un buon presidente.

A questo punto non resta che sperare che alle parole di speranza e di cambiamento di Obama seguano i fatti anche perché il momento è difficile ... per tutti.

Good Luck Barack!

mercoledì 29 ottobre 2008

Lettera di una maestra in pensione al ministro Gelmini

Pubblico qui di seguito una lettera spedita da una maestra appena pensionata al minstro Gelmini.
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Lettera al ministro Maria Stella Gelmini
Da una maestra appena pensionata, che ha prestato 43 anni di servizio in Sicilia

Ministro,

mentre si parla tanto di scuola, voglio raccontare la mia esperienza di insegnante di “Scuola Elementare”, in un paese del profondo Sud, andata in pensione il 1° settembre del 2007 con 43 anni di servizio, 41 dei quali di ruolo a tempo indeterminato.

Ho vissuto l’ esperienza del maestro unico come alunna e ne conservo un ottimo ricordo. Più del 50 % della mia carriera scolastica l’ ho svolta come unica docente ed è stata molto positiva, gratificante ed entusiasmante.

Ho vissuto la esperienza del modulo e si è rivelata altamente qualificante per me e per gli alunni.

E dire che, l’idea di non essere più insegnante unico, di non poter dire più i “miei alunni”, ma i “nostri alunni”; l’ idea di dover condividere con altri il mio materiale didattico, gli spazi della mia aula, la mia vita scolastica, di dover programmare e confrontarmi con altri colleghi, mi aveva assillata a lungo e non poco.

Ho dovuto impiegare tempo ed energia per prepararmi psicologicamente alla nuova avventura scolastica, volevo viverla serenamente e libera da ogni forma di pregiudizio.

Ero sicura che solo l’ armonia del team docenti avrebbe dato serenità agli alunni e successo al nostro lavoro. Saremmo stati credibili nella misura in cui saremmo riusciti ad essere uniti pur nella diversità delle nostre identità. Avremmo, con l’ esempio e non con le parole, insegnato cosa è la convivenza, il rispetto delle altrui opinioni e del “diverso”, il valore del dialogo e della tolleranza, pur non sacrificando nulla della propria identità.

Quando la legge è entrata in vigore avevo cominciato il ciclo scolastico e insegnavo in una seconda classe. Sono stata, quindi, fra gli ultimi docenti ad imbarcarsi sulla barca modulare In quei quattro anni che mi separavano dalla nuova esperienza, avevo visto molti miei validi colleghi andare in pensione prematuramente perché difficile, per loro, accettare la nuova organizzazione scolastica.

Finita la quinta, mi sono detta: ecco è arrivato anche per te il momento di inserirti nella modularità: trasformala in un’ esperienza positiva e non in un assurdo rimpianto che, inevitabilmente, altera la realtà. I primi tempi non sono stati facili, però, ho capito subito, che anche gli altri docenti erano animati dai miei stessi sentimenti e, piano piano, siamo riusciti ad instaurare un dialogo costruttivo che si è trasformato in una opportunità di crescita per noi insegnanti, per gli alunni e per i genitori.

Le ore di programmazione sono servite ad unificare il nostro intervento educativo e presentarci ad alunni e genitori con un progetto unico pur nelle nostre diversità. L’esperienza che pensavo traumatica, nella prassi, si è rivelata subito ottima. I nostri alunni potevano fruire dell’apporto culturale e della preparazione di un team e non di un singolo. Nel team, infatti, ognuno metteva a disposizione della collettività i propri talenti che, anche negli insegnanti, come in tutti gli esseri umani, hanno caratteristiche e carismi diversi. Gli alunni sono stati impegnati in rappresentazioni teatrali in cui hanno curato l’allestimento delle scene e si sono esibiti oltre che nella recitazione, in cori e danze. Io, stonata, che non riesco a tenere il ritmo e che non so disegnare, come sarei mai riuscita da sola a realizzare tutto ciò?

Con me, insegnante unico, i miei alunni avrebbero senz’ altro imparato a leggere, a scrivere, a far di conto, ma di quanta esperienza creativa in meno e di quante minori opportunità di esprimersi nei vari linguaggi a loro più congeniali che danno a tutti la possibilità di dimostrare che valgono anche se hanno difficoltà di “ apprendimento” in senso classico del termine, sarebbero stati privati.

Ora, lontana dalla scuola, ma ancora insegnante nell’ animo e nel cuore, con un ricco passato di esperienza gratificante e meraviglioso, rivedo l’ insegnante “ unico ” un nostalgico ritorno al passato come lo è il ricordo del braciere attorno al quale, nelle lunghe sere d’ inverno, stavo seduta ad ascoltare i racconti ricchi di ricordi degli adulti mentre cercavo di imparare a maneggiare aghi ed uncinetto, o incantarmi davanti al forno acceso in attesa del profumato pane caldo da divorare immediatamente, o lo stupore del mallo delle mandorle bruciato, ancora verde che si sarebbe trasformato in pietre di cenere dalle forme strane che eccitavano la mia fantasia.

Quanti altri ricordi da descrivere,da rivedere in un film, da raccontare, da illustrare, ma, ohimè impossibile riviverli nella odierna realtà che il tempo e le scoperte tecnologiche hanno trasformato.

Così è cambiato il modo di vivere, siamo diversi noi docenti, sono diversi gli alunni, sono diversi i genitori. L’ alunno non arriva più a scuola povero di esperienze extra familiari: è stato al nido, alla Scuola dell’ Infanzia, a lezione di pianoforte, di danza, di ballo, di nuoto, di calcio … I genitori hanno altri progetti per i propri figli, oltre a quello prettamente scolastico. Ti raccomandano di assegnare pochi compiti da fare a casa perché hanno altri impegni da assolvere..

Caro ministro, al tempo del maestro unico, gli alunni, arrivati in classe, ripassavano la lettura, la poesia, la tabellina. Oggi devono raccontare dell’ Isola dei Famosi, del Grande Fratello, devono esibirsi nei passi del nuovo ballo o nell’ imitare il personaggio in voga del momento.

Sono bambini “ adulti ” privi di spontaneità e di emozioni, costretti dalle circostanze a vivere, a volte, situazioni più grandi di loro, quali separazioni, divorzi, stress e …

Certo, la Scuola ha bisogno di riformarsi perché è una entità viva, palpitante, scalpitante come lo sono i suoi utenti ma, a mio avviso, deve guardare avanti e non indietro e deve progredire nella fiducia delle Istituzioni, delle famiglie, degli alunni e dei docenti.

Deve poter volare libera da lacci e laccioli alla conquista di nuovi traguardi ed accettare la continua sfida di una società che addossa la responsabilità di tutti i suoi mali alla Scuola, e, che dalla Scuola vuole la soluzione e il superamento del disagio in cui attualmente vive- Il rimpianto non serve: è la continua lagna di chi non vuole guardare realisticamente il presente e non vuole sfidare il futuro.

Se ha avuto la bontà di aver letto la presente fino in fondo, la ringrazio per la sua cortese attenzione.

Con stima

Ins. Maria Cantaro
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preso da www.welfarecremona.it

venerdì 24 ottobre 2008

http://www.youtube.com/watch?v=p2p1gUQ0KlY

Piero Calamandrei, uno dei fondatori del movimento antifascista “Giustizia e Libertà” ( nota bene: d’ispirazione liberale, non comunista) è uno dei padri della Repubblica italiana. D’impressionante attualità ( ed infatti viene attualmente discusso nelle piazze ed Università dagli studenti in lotta contro la legge 133, della Gelmini, ma ancora più pericolosa è la proposta di legge Aprea) è il suo discorso in difesa della scuola pubblica, che trovate qui sotto.

Piero Calamandrei (Firenze, 21 aprile 1889 – Firenze, 27 settembre 1956) è stato un giornalista, giurista, politico e docente universitario italiano.

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell’Associazione a Difesa della Scuola Nazionale, a Roma l’11 febbraio 1950

“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione , non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.

Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica,intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito.

Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di previlegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi,come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili,si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola previlegiata.

Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette.

Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.

Piero Calamandrei

[grazie a MariaGrazia che ci ha fornito testi e link]

giovedì 23 ottobre 2008

Inaugurazione dello stato di polizia

Ecco qui la nuova trovata del supremo Silvio! Lui un'altra svolta sovietica, lui che odia i comunisti (o almeno ce lo fa credere) dopo gli aiuti di Stato alle aziende adesso riscopre anche l'uso della forza per soffocare le rivolte pacifiche di studenti/ricercatori/insegnanti che semplicemente non accettano di vedersi scippati il loro futuro, che storia eh?!

Niente più proteste tutto quello che discende da questo governo è buono e giusto e va accettato senza tante storie.
La libertà di protestare in piazza è un privilegio che spetta solo al centrodestra quando è all'opposizione (bei tempi!) .

Berlusconi: «Contro occupazioni forze dell'ordine».

venerdì 10 ottobre 2008


Segnalazione importante e doverosa:
http://www.ammazzatecitutti.org/editoriale/ammazzatecitutti-rischia-di-chiudere-entro-un-mese.php
L'associazione 'AmmazzateciTutti' rischia di chiudere fra pochi giorni se non raggiungerà la somma di 30000 euro per pagare i danni prodotti da attacchi alle loro infrastrutture informatiche.
Da tempo ormai quest'associazione, nata dall'attivismo dei ragazzi di Locri, lotta contro la criminalità organizzata del sud Italia in maniera non violenta, con iniziative non violente, coraggiose, lodevoli, e attraverso la rete discutendo dei problemi reali.
Iscriverci sul sito, fare numero, parlare, aiutare l'associazione anche economicamente, ciascuno come può, sono azioni piccole e semplici che possono contribuire ad un'inversione lenta ma determinata degli eventi.

Grazie!